Mercoledì 25 novembre

flyerFRANCIFESTIVAL 2015-16

 

Rassegna di concerti di musica da camera.

Chopiniana

Maria Efenesia Baffa, Davide De Luca, Andrea Di Mauro, Juri Nardelli, Tobia Pizzirani, Mattia Senesi
Pianoforte

Auditorium dell'Istituto, ore 18.00. Ingresso libero.

 

 

PROGRAMMA

FRYDERYK CHOPIN

(Żelazowa Wola, 1 marzo 1810 – Parigi, 17 ottobre 1849)

Barcarolle op. 60
Juri Nardelli

Ballata n° 1 op. 23
Tobia Pizzirani

Ballata n° 3 op. 47
Maria Efenesia Baffa

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Scherzo n° 1 op. 20
Andrea Di Mauro

Scherzo n° 3 op. 39
Mattia Senesi

Scherzo n° 4 op. 54
Davide De Luca

        manifestoFRANCIFESTIVAL 2015-2016

 

Nel programma chopiniano di questa sera avremo modo di ascoltare alcune delle opere più rappresentative del pianismo romantico che nel linguaggio del maestro polacco trova una delle sue espressioni più alte. Si può senz’altro dire che nella musica di Chopin si realizza una coincidenza perfetta tra l’invenzione e la scrittura. Dalle testimonianze dei contemporanei sappiamo che Chopin fu uno dei più grandi pianisti della sua epoca e anche se le sue esecuzioni pubbliche non furono molte la sua fama era pari a quella del virtuoso Liszt e la sua produzione è dedicata quasi esclusivamente al pianoforte.
La Barcarolle op.60 è uno degli ultimi grandi capolavori (1845) ed è una composizione di una intensità espressiva travolgente e di una modernità sorprendente sul piano armonico. Ha la forma di un ampio notturno tripartito e il tema principale è una dolce cantilena al ritmo di “berceuse” che già nel titolo si rifà al canto cullante dei gondolieri veneziani reso con il ritmo di 12/8.
Chopin scrisse le quattro Ballate in un arco di 12 anni. Questi brani sono costruiti su un ritmo binario a suddivisione ternaria (6/4 o 6/8). Chopin si sarebbe ispirato alle ballate poetiche del poeta polacco Adam Mickiewicz. La prima Ballata (op.23 in sol minore) fu terminata nel 1835 ed è una composizione molto drammatica che Schumann definì: “una delle sue (di Chopin) opere più selvagge e caratteristiche”.
La terza Ballata (op.47 in la bemolle maggiore) fu terminata nel 1841 e suonata per la prima volta in pubblico da Chopin l’anno successivo a Parigi. In quell’occasione nella “Gazette musicale” si poteva leggere: “..È una delle composizioni più compiute di Chopin. La sua flessibile immaginazione vi si è profusa con una magnificenza fuori del comune.... È poesia tradotta stupendamente attraverso i suoni”.
Gli Scherzi di Chopin non hanno nessun rapporto con gli scherzi della sonata classica: sono brani assai sviluppati in ritmo 3/4. Lo Scherzo in si minore op.20 inizia con accordi sorprendenti la cui audace armonia sembrò all’epoca troppo ardita. Nella parte centrale invece su un ritmo di berceuse appare un canto delicatamente malinconico tratto da una melodia natalizia polacca che ci porta in un’atmosfera di sogno. Nella conclusione virtuosistica in accelerando sentiamo risuonare più volte gli accordi dissonanti dell’inizio.
Le prime battute dello Scherzo op.39 in do diesis minore sono geniali: la grande libertà ritmica e armonica impedisce qui di capire il ritmo e la tonalità fino al do diesis in fortissimo che giunge alla venticinquesima battuta. La caratteristica del brano sta anche nel contrasto tra l’impeto incisivo della prima parte e il corale successivo sul quale quell’impeto si arresta.
Lo Scherzo op.54 in mi maggiore, composto nel 1842, con la sua eleganza, brillantezza e gusto per l’ornamentazione rappresenta il raggiungimento di uno stato di grazia, di una ritrovata serenità (assai rara in Chopin) ed è aereo, leggero e luminoso.

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