Mercoledì 18 aprile 2018

FRANCI FESTIVAL 2017-18

 
















Rassegna di concerti di musica da camera

ALLEGRO RISOLUTO

Christian Schmitt, oboe
Alessandra Gentile, pianoforte
Luciano Tristaino, flauto

Auditorium dell'Istituto, ore 18.00. Ingresso libero.

 Nelle 3 Romanze dell'opera 94 di Robert Schumann, protagonista è il timbro: ad libitum, suggerisce Schumann, lo strumento può essere sostituito dal violino o dal clarinetto, ma senza dubbio l'oboe traccia, con la sua penetrante discrezione, le divagazioni melodiche, perché riempie, come in un Lied, del proprio canto lo spazio, perché «rappresenta un contenuto sentimentale in una forma fantastica». Perché rende compiutamente l'idea della Romanza, composizione che non aspira ad una forma forte e grande, piuttosto a non tradire il carattere amoroso. L'unità dell'opera si costituisce nell'intensità del dialogo tra i due solisti; un colloquio che conosce un fitto, continuo lavorìo di variazioni, sommesse ma percepibili; mutano, all'interno delle frasi diatoniche, gli intervalli, i rapporti tra le voci, i loro colori, ma non si allenta la seduzione del racconto, che non avverte la necessità di un cammino, di una meta per persuadere. «Non sono certo un pensatore, - aveva scritto da ragazzo - non riesco mai a proseguire logicamente il filo di un buon pensiero...Fantasia, credo di averne».
Le Tombeau de Couperin, è uno dei primi brani di Maurice Ravel ascrivibili, come si vedrà, all'ambito neoclassico, e fu fra l'altro l'ultima pagina concepita dal compositore direttamente per lo strumento a tastiera (La valse, composta subito dopo, fu pensata contemporaneamente nella versione pianistica e in quella orchestrale). Ravel attese alla stesura del brano negli anni della prima guerra mondiale, e la gestazione si rivelò estremamente travagliata; sia per le vicende belliche, che videro il compositore arruolarsi volontario nell'esercito francese, sia per le vicende private, incentrate sulla perdita della madre, fonte di una grave crisi depressiva. Così, sebbene lo spartito pianistico venisse iniziato nel 1914 e costituisse il principale impegno di quegli anni, la sua definitiva conclusione si potè realizzare solamente nel novembre 1917. Si trattava, secondo le parole dell'autore a un amico, di una "suite francese", composta di sei movimenti, ciascuno dei quali dedicato alla memoria di un amico scomparso in guerra: Prelude, Fugue, Forlane, Rigaudon, Menuet, Toccata. L'omaggio ai defunti si realizza non attraverso pagine di intonazione luttuosa, ma attraverso forme consacrate della tradizione francese. Il titolo chiarisce il secondo intento del brano. Il termine tombeau, che non ha alcuna allusione funebre, è inteso nella antica accezione di "omaggio a". Dunque anche un omaggio alla civiltà strumentale del barocco francese, identificata nella persona di Francois Couperin le Grand, il sommo clavicembalista presso la corte di Luigi XIV. A scanso di equivoci è bene precisare che l'omaggio a Couperin è puramente nominale, senza alcuna citazione testuale di musiche del cembalista. Ravel si inserisce, insomma, in modo personale nella corrente "neoclassica" - che si affermerà compiutamente e vivrà la sua grande stagione fra le due guerre - e insieme si contrappone all'avanguardia francese, capeggiata da Cocteau e Satie, che teorizzava polemicamente il ricorso a una "musica d"uso".
Ormai quasi dimenticato, Karl Goepfart era uno dei grandi talenti che, al culmine del tardo romanticismo, coltivava la cultura musicale tradizionale ed eccelleva come interpreti, insegnanti e compositori speciali, e aveva persino un proprio stile di dizione. Sebbene il corpus delle sue opere racchiuda principalmente repertorio corale e lieder, la sua scarsa produzione strumentale è melodicamente e armonicamente affascinante e merita davvero una rinascita. La maggior parte ingegnosamente modellata, mentre abilmente sfruttando al massimo l'interazione di sonorità, ogni movimento è un'esperienza per l'ascoltatore. Il suo 'Trio per flauto, oboe e piano in do minore, op.74' apparve per la prima volta nel 1898 dall'editore Fritz Schuberth jr. a Lipsia. La sorella lavora il 'Trio per clarinetto, fagotto e pianoforte, op.75' è stato pubblicato lo stesso anno da Sernau a Weimar. Oltre a questi due lavori, Goepfart ci ha dato 2 pezzi di carattere per oboe e pianoforte (op. 27) e per fagotto e pianoforte (op. 31), una ballata per corno e pianoforte op. 48, un quartetto di fiati e il Trio op. 73 per 2 violini e viola.
Pierre Sancan (1916 - 2008) è stato un compositore, pianista, insegnante e direttore d'orchestra francese. Insieme a Olivier Messiaen e Henri Dutilleux, è stato una figura importante tra i musicisti francesi nella transizione tra metà moderna e contemporanea della metà del ventesimo secolo; ma fuori dalla Francia il suo nome è quasi sconosciuto. Nato a Mazamet nel sud della Francia, Pierre Sancan ha iniziato gli studi musicali in Marocco e Tolosa prima di entrare al Conservatorio di Parigi dove ha studiato con Jean Gallon, e dove ha diretto la direzione di Charles Munch e Roger Désormière, pianoforte con Yves Nat e composizione con Henri Busser. Come pianista, Sancan ha avuto un ruolo di primo piano nel suo ruolo di accompagnatore del grande violoncellista André Navarra. Sancan ha cercato di conciliare le tecniche di performance contemporanee con il linguaggio armonico di Debussy, un compositore di cui era un esperto interprete.
Nel corso della sua carriera, il compositore e musicologo austriaco Hans Gál (1890-1987) scrisse un certo numero di opere, opere orchestrali, concerti e brani vocali, e durante l'ultima parte della sua vita si concentrò in particolare sulla musica da camera. Inoltre ha pubblicato libri e saggi su compositori come Brahms, Schubert e Verdi. Costretto a emigrare dalla Germania nel 1933, Gál si stabilì definitivamente a Edimburgo, dove insegnò all'Università, e continuò a comporre per il resto della sua lunga vita. La sua Sonata per oboe è un'aggiunta preziosa al repertorio. I tre movimenti, come tutte le opere di Gál, sono radicati nel tardo periodo romantico.

PROGRAMMA

R. Schumann - Drei Romanzen op. 94 per oboe e pianoforte
Nicht schnell
Einfach, innig
Nicht schnell

H. Gal - Sonata op. 85 per oboe e pianoforte
Tranquillo con moto
Pavane
Allegretto

P. Sancan - Sonatine per oboe e pianoforte
Modéré
Andante
Presto

M. Ravel - Tombeau de Couperin (versione per oboe e pianoforte di C. Schmitt e R. Riou)
Prélude, Vif
Fugue, Allegro moderato
Forlane, Allegretto
Rigaudon, Assez vif
Menuet, Allegro moderato
Toccata, Vif

K. E. Goepfart - Trio in do minore op. 74 per flauto, oboe e pianoforte
Allegro risoluto
Andante cantabile
Allegro con brio

Christian Schmitt, oboista, studia al Conservatoire National Supérieur de Musique di Lyon e alla Hochschule für Musik di Karlsruhe, istituzioni presso le quali risulta vincitore di numerosi primi premi. Si perfeziona sotto la guida di grandi maestri quali Thomas Indermühle, Maurice Bourgue, Paul Dombrecht e Heinz Holliger e nel 1992 vince il premio della "Fördergemeinschaft" di Freiburg (Fondazione Europea per la Cultura di Friburgo). E' per venti anni primo oboe nel "Symphonie Orchester Basel", posizione che abbandona nel 2012 per dedicare il suo impegno alla classe di oboe presso la Staatliche Hoschschule für Musik di Stoccarda, precedentemente tenuta dal prof. Ingo Goritzki e di cui è professore titolare dal 2008. Recentemente si è affiancato un nuovo incarico presso l' Académie Supérieure de Musique de Strasbourg (Haute École des Arts du Rhin). I suoi studenti ricoprono ruoli di primo e secondo oboe in importanti orchestre di tutto il mondo. Sempre attento all'evoluzione del suo strumento è dedicatario di numerosi lavori di diversi compositori, come i francesi Vincent Paulet e Laurent Riou, l'italiano Jacopo Baboni Schilingi, il tedesco Hans Tutschku, lavori venuti alla luce negli ultimi anni per la la Maison de Radio-France, Birmingham Concert Hall, per il Festival de Compiègne e Nuits Bleues dei festival di Arc e Senans. Si è esibito come solista sotto la direzione di Nello Santi, Armin Jordan, Marcello Viotti, Heinz Holliger, Walter Weller e altri ancora. Ha realizzato due Cd con il pianista Josef Nykiel. Il primo, "Hautbois Français", è un excursus nella musica francese per oboe del XX secolo e il secondo, "Un Tour d'Europe des Salons Musicaux", è dedicato al repertorio romantico del XIX secolo. Ha inoltre registrato per la Radio Svizzera, Radio DRS, la Radio Suisse Romande, Radio France France-Musique e la Südwestrundfunk SWR2.

Alessandra Gentile, pianoforte. Nasce a Perugia. Si forma con Annarosa Taddei e Muriel Chemin e riceve importanti impulsi artistici da György Sándor, Andrei Jasiński, Joaquín Achúcarro, Anatol Ugorski, Alexander Lonquich e Paul Badura-Skoda. Fondamentale è l'incontro con il pianista tedesco Gerhard Oppitz con cui si perfeziona e di cui diventa per alcuni anni assistente alla Hochschule für Musik di Monaco di Baviera. Suona come solista con il "Philharmonisches Orchester Bad Reichenhall", "Philharmonisches Orchester der Stadt Regensburg"e dai "Münchner Symphoniker" esibendosi al Prinzregententheater, al Gärtnerplatztheater e al Max-Joseph-Saal di Monaco, nel Grosser Saal del Casinò di Berna, alla Komische Oper di Berlino, alla "Sala Martinů" di Praga, all'Auditorium del Foro Italico di Roma etc. sotto la direzione, tra gli altri, di Florian Ludwig, Kurt Rapf e Clemens Kühn. Già dal 1986 inizia la sua attività cameristica con l'Ensemble "Il Gruppo di Roma". Attualmente lavora stabilmente con il violinista Alessandro Cervo, il flautista Luciano Tristaino, con il clarinettista Davide Bandieri, con il LuDIAL Trio e il pianista tedesco Cord Garben. Nel 2015 forma il duo con l'oboista Christian Schmitt, che la vedrà affrontare progetti concertistici e discografici sul repertorio originale di compositori ebraici in Europa e su tutto il repertorio per oboe e pianoforte. Intensa la collaborazione con i compositori contemporanei Peter Wittrich, Rodion Schtschedrin , Fabrizio de Rossi Re, Michele Ignelzi e Luca Lombardi. Incide per Rai, Hessischer e Bayerischer Rundfunk e per la DAD Records e Rara Records. Titolare della cattedra di Musica da Camera ha insegnato nei conservatorio di Cagliari, Parma Fermo e svolge regolarmente attività didattica in varie istituzioni tedesche collaborando stabilmente come pianista accompagnatore nella classe di Oboe di Christian Schmitt alla Hochschule für Musik di Stoccarda.

Luciano Tristaino, flautista, si forma musicalmente con Mario Ancillotti, Paul Meisen e Rien de Reede in Italia, Svizzera, Germania e Olanda nei relativi conservatori di residenza. Svolge attività solistica e cameristica in Italia, Svizzera, Germania, Spagna, Olanda, Svezia, Romania, Ungheria, Stati Uniti, Australia. Si esibisce in sale prestigiose quali l'Auditorium della Radio Svizzera, l'Iwaki Auditorium di Melbourne (Radio ABC), il Melbourne Recital Centre, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro di Stato di Oradea (Romania), la Sala Bartok e l'Auditorium F. Liszt di Debrecen, il Teatro della Pergola di Firenze, il Teatro dell'Opera di Roma ecc.. Presente in festival e stagioni concertistiche come, tra gli altri, "Roma Europa" - dove si è esibito diretto da L. Berio - Unione musicale di Torino, Settembre musica Torino, Tuchfühlung (Germania), I Concerti del Quirinale di Radio 3, Scarlatti di Napoli, Amici della musica di Perugia, Forlì, L'Aquila, La Spezia, Udine ed altri. Registra per RAI, ABC (Australia), Bayerischer Rundfunk (Germania), RTSO (Radio Svizzera Italiana), Koch-Schwan, Arts, Ars Publica, Move (Australia), Rara classic. Fa parte dell'Ensemble Nuovo Contrappunto ed ha lavorato, tra gli altri, con personalità come I. Fedele, L. Lombardi, A. Corghi, F. Vacchi, M. Stroppa, G. Manzoni, L. Berio. Il suo interesse per la musica contemporanea ha spinto molti compositori a scrivere e dedicargli i propri brani. Ha realizzato oltre ottanta "prime esecuzioni". E' titolare della cattedra di flauto presso l'I.S.S.M. "R. Franci" di Siena. Invitato come docente in residenza presso l'Università di Hobart (Tasmania), ha tenuto inoltre una serie di seminari alla "Monash University" di Melbourne.

 

LOCANDINA1

Joomla Templates by Joomla51.com