Mercoledì 11 aprile 2018

FRANCI FESTIVAL 2017-18

 
















Rassegna di concerti di musica da camera

IL CANTO NOTTURNO DEL BOSCO

Francesco Darmanin, clarinetto
Giulia Guerrini, viola
Marco Guerrini, pianoforte

Auditorium dell'Istituto, ore 18.00. Ingresso libero.

Non molti compositori hanno scritto alcuni dei loro migliori lavori dopo i settant'anni di età, ma Carl Reinecke (1824 – 1910) è uno di questi. Infatti, questo bellissimo trio, un superbo lavoro post-romantico datato 1903, venne completato appena prima del compimento del suo ottantesimo compleanno.
Oggi Reinecke è stato completamente dimenticato, un destino ingiusto per un uomo che eccelleva in virtuosismo in ogni genere musicale in cui si cimentava. Come esecutore (la sua prima esecuzione pubblica avvenne a soli 12 anni), Reinecke venne definito dal pubblico, durante la prima metà del diciannovesimo secolo, come uno dei migliori pianisti concertisti. Come compositore (iniziò a comporre già a 7 anni), fu molto prolifico. Come direttore d'orchestra, diresse l'orchestra del Gewandhaus di Lipsia conducendola dal 1860 al 1895. Reinecke fu anche direttore del Conservatorio di Lipsia, contribuendo a renderlo uno dei migliori e degno di ampia considerazione nel mondo.
Il Trio op. 264 è scritto per una formazione strumentale utilizzata precedentemente per la prima volta da Wolfgang Amadeus Mozart, per il famoso Trio KV 498 in Mi bemolle maggiore chiamato "Trio dei birilli". La scrittura musicale che il compositore usa è assolutamente di genere post-brahmsiana. Il materiale tematico impiegato crea un'atmosfera musicale abbastanza tranquilla e riflessiva. Questo trio è pervaso dagli sviluppi musicali del tardo romanticismo, inoltre la sottile ed affascinante differenza timbrica tra il clarinetto e la viola, strumenti dall'estensione quasi simile, viene resa dal compositore con una grande finezza, soprattutto nella scelta dei timbri e delle dinamiche.
Nell'estrema stagione creativa, quando Johnnes Brahms già aveva deciso che non avrebbe scritto più nulla, avviene qualcosa di miracoloso proprio con la scoperta del clarinetto. Dopo un anno di relativa stasi Brahms decide, nel 1891, di recarsi a Meiningen e, insieme con l'amico Widmann, prende alloggio nel palazzo ducale, dove si fa musica molto frequentemente. Fra i componenti dell'orchestra di Meiningen c'è uno strumentista che Brahms aveva conosciuto precedentemente e che aveva sempre ammirato per la sua bravura, il clarinettista Richard von Mühlfeld. Con lui il compositore passa molto tempo e si fa suonare gran parte del repertorio clarinettistico scoprendo le più segrete possibilità dello strumento. Per l'op. 120 va subito precisato che, come avviene per tutta l'opera ultima di Brahms, il carattere dominante è quello intimo, malinconico, poetico, mentre non viene mai meno un senso costruttivo e formale mantenuto con lucidità. Sono lavori che, come dice Rostand, «rifiutano ogni esteriorità, [...] non concedono niente al virtuosismo: opere scritte per se stesso, come pagine di un diario.». Le due Sonate op. 120 n. 1 e n. 2, concepite nell'estate 1894 a Bad Ischl, nella quiete e serenità offerte dalla bellezza incantevole dei luoghi, dei paesaggi di natura, tra distese passeggiate e amabili discussioni con amici e conoscenti, sono uno degli ultimi lavori brahmsiani: estrema, quasi liminale testimonianza della sua arte, del suo inconfondibile stile. Una sorta di testamento spirituale pervaso da un'aura di soavità austera, da tratti di dolorosa malinconia, di struggente attesa, di interiore meditazione.
Gli Otto Pezzi per clarinetto, viola e pianoforte op. 83 di Max Bruch sono scritti in tonalità minori, tranne il settimo, e rivelano una mentalità compositiva ancora pienamente (e serenamente) inserita nell'ambito stilistico del tardo romanticismo, del tutto indifferente alle innovazioni e ai rivolgimenti post-wagneriani che scuotevano in quel periodo il mondo musicale austro-tedesco. Ogni singolo pezzo degli otto dell'op. 83 è indipendente l'uno dall'altro, cioè i singoli brani dell'opera possono essere eseguiti anche singolarmente, poiché alcuni recano oltre all'indicazione di tempo anche un titolo più descrittivo. L'insieme è costituito da brani tranquilli e cantabili. Il No. 2 in B minor, è una breve Allegro con moto dove il pianoforte svolge una figurazione armonica irrequieta sulla melodia della viola a cui si aggiunge subito dopo il bellissimo colore del clarinetto in La. Sembra quasi di sentire echi pianistici della musica da camera di Brahms. Il No. 6 Andante con moto, è un "Notturno" delicato, un altro pezzo nel tardo stile di Brahms. Anche se è il clarinetto che introduce la melodia, Bruch integra tutti e tre gli strumenti in modo più approfondito rispetto a qualsiasi movimento precedente. Il No. 7 è l'unico pezzo in tonalità maggiore di questa suite di otto pezzi. Un Allegro vivace ma non troppo in si maggiore. E' un affascinante rondò pieno di verve mendelssohniana che nella sezione centrale accenna un motivo di danza popolare italiana.

PROGRAMMA

C. Reinecke - Trio op. 264 in la maggiore per clarinetto, viola e pianoforte
Moderato, Allegro
Intermezzo, Moderato
Leggenda, Andante
Allegro moderato

J. Brahms - Sonata op. 120 n°2 in mi bemolle maggiore, per clarinetto e pianoforte
Allegro amabile
Allegro appassionato
Andante con moto-Tema con variazioni- Allegro

M. Bruch - Da Acht stücke op. 83 per clarinetto, viola e pianoforte
n° 2 Allegro con moto
n° 6 Nachtgesang. Andante con moto
n° 7 Allegro vivace, ma non troppo

Francesco Darmanin si è diplomato in clarinetto al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze sotto la guida del M° Fabio Battistelli nel settembre del 2014 con il massimo dei voti, lode e menzione d'onore. Ha partecipato a numerosi concorsi, tra i quali "Concorso Nazionale Calcit" 1° premio assoluto, "Concorso Nazionale Silver Città di Vinci" 1° Premio,"Concorso Internazionale Crescendo" 1° assoluto con Premio Crescendo nella sezione Fiati e 1° assoluto e Premio Speciale "Chiarappa" nella sezione Musica da Camera in duo con il pianista Mattia Fusi, "Concorso Lions Aldobrandeschi, Grosseto" 1° Premio. Prende spesso parte ai concerti dell'Orchestra Regionale Toscana diretta da Daniele Giorgi, Timothy Brock, Daniele Rustioni Christoph Poppen. Partecipa alla rassegna "Concerti per Solista e Orchestra" del Conservatorio L.Cherubini eseguendo il Concerto per Clarinetto e Orchestra n.1 in fa minore di Weber. Già primo clarinetto dell'European Spirit of Youth Orchestra, è membro della Camerata Strumentale Città di Prato diretta da J. Webb. Nell'ottobre 2015 è protagonista del concerto di inaugurazione della stagione concertistica dell'Università di Tor Vergata a Roma, eseguendo il Concertino op.48 per Clarinetto e Orchestra di F. Busoni. E' attualmente allievo di Fabrizio Meloni, Primo Clarinetto del Teatro alla Scala di Milano.

Marco Guerrini ha studiato pianoforte a Siena con la Prof.ssa Anna Maria Mari conseguendo brillantemente il diploma al Conservatorio "G.B. Martini" di Bologna. Proseguendo gli studi umanistici presso la facoltà di Lettere della sua città si è perfezionato con il M° Bruno Canino a Milano. Ha frequentato i corsi tenuti al Mozarteum di Salisburgo dal M° Carlo Zecchi e quelli del M° Vitalj Margulis a Laufen (Svizzera). Dedicatosi prevalentemente alla musica da camera (il cui studio ha approfondito sotto la guida dei maestri Franco Rossi e Pier Narciso Masi) ha iniziato un'intensa attività concertistica tenendo concerti in Italia e all'estero (in Germania, Spagna, Austria, Svizzera e Repubblica ceca). Ha fatto stabilmente parte di formazioni di trio, quartetto e quintetto con pianoforte con le quali ha eseguito tutto il repertorio più significativo. Insegna pianoforte principale all'I.S.S.M "Rinaldo Franci".

Giulia Guerrini si è diplomata in violino presso l'Istituto Rinaldo Franci di Siena sotto la guida del M° Luca Rinaldi e ha conseguito il biennio specialistico in viola presso il conservatorio Luigi Cherubini di Firenze nella classe del M° Augusto Vismara con il massimo dei voti e la lode. Ha inoltre conseguito la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali presso l'Università di Siena. Come violinista ha seguito masterclass dei Maestri Cristiano Rossi e Alina Company, come violista ha partecipato a corsi di perfezionamento dei Maestri Antonello Farulli, Jorg Winkler, Simone Briatore, Jurgen Kussmaul, Alfonso Ghedin. Ha inoltre fatto parte dell' organico dell' Orchestra Giovanile Italiana per l' anno 2016, lavorando con direttori quali Andris Poga, Daniele Gatti, Alexander Lonquich, Juraj Valcuha, Jeffrey Tate. Ha approfondito lo studio della prassi barocca con Luca Giardini, "Il rossignolo" e Philipp von Steinacker, e lo studio del repertorio cameristico e quartettistico con i maestri Alina Company, Andrea Nannoni, Tiziano Mealli e Giovanni Gnocchi. Ha eseguito dei brani di compositori senesi per il dvd Antiche musiche per le contrade per l'Associazione Coro "Agostino Agazzari".

 

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